Introduzione

La Chiesa Matrice di Ginosa ha riaperto le sue cappelle laterali giovedì 18 settembre 2025 con una cerimonia solenne che ha richiamato fedeli, cittadini e autorità. Dopo mesi di lavori di restauro, resi possibili dai fondi dell’8×Mille alla Chiesa Cattolica, la comunità ha potuto nuovamente ammirare uno dei suoi simboli più identitari, restituito alla bellezza originaria.

L’emozione della riconsegna

L’ingresso nella Chiesa Madre, avvolta da un’atmosfera di attesa, ha regalato subito una sensazione di rinascita. Le cappelle, illuminate e curate nei minimi dettagli, hanno mostrato la forza del restauro: non solo muri consolidati e strutture messe in sicurezza, ma opere d’arte ritrovate, colori riemersi, forme che raccontano secoli di fede.

Particolare emozione ha suscitato la Cappella della Madonna del Carmine, i cui affreschi, riportati alla luce, hanno sorpreso i presenti con la delicatezza dei colori e la forza delle immagini. Una scoperta che non è solo artistica, ma profondamente spirituale, perché restituisce al popolo ginosino un luogo di culto e di preghiera che torna vivo e attuale.

Gli interventi istituzionali e tecnici

La serata si è aperta con i saluti di don Andrea Cristella, parroco della Chiesa Madre, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. Accanto a lui hanno preso la parola Mariflora Tucci, priore della confraternita del Rosario e SS. Sacramento, il sindaco Vito Parisi,  l’architetto Simonetta Previtero, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Brindisi, Lecce e Taranto.

Un messaggio di saluto è giunto anche dal deputato Vito De Palma, impossibilitato a partecipare di persona a causa di impegni istituzionali. Nella sua nota, letta durante la cerimonia, ha voluto sottolineare il valore dell’evento, che restituisce a Ginosa uno dei monumenti simbolo della città, capace di custodire la memoria storica e religiosa della comunità e di rilanciarla nel futuro.

La parte centrale della conferenza è stata affidata agli esperti:

  • il prof. Antonello Pagliuca dell’Università della Basilicata ha illustrato il valore storico-artistico dell’intervento, collocandolo nel più ampio contesto della tutela del patrimonio ecclesiastico;

  • il direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Domenico L. Giacovelli, ha ripercorso le fasi del progetto, sottolineando la collaborazione tra istituzioni civili e religiose;

  • l’ingegnere Giuseppe D’Angiulli, progettista e direttore dei lavori, ha raccontato con precisione le sfide tecniche affrontate e la soddisfazione per il risultato finale.

A concludere la serata è stato mons. Sabino Iannuzzi, vescovo della diocesi di Castellaneta, che ha rimarcato il senso profondo del restauro: «Non si tratta soltanto di ridare splendore a mura e affreschi, ma di ridonare vita a una comunità che riconosce in questo luogo il cuore della propria identità spirituale».

Un patrimonio che appartiene a tutti

Il restauro delle cappelle della Chiesa Matrice non è stato vissuto come un evento tecnico, ma come un vero e proprio atto comunitario. I cittadini, presenti numerosi, hanno accolto con commozione il ritorno degli spazi sacri, in un clima di festa e di riconciliazione con la propria storia.

La Chiesa Matrice, costruita tra XV e XVI secolo e dedicata a San Martino di Tours, è da sempre il fulcro religioso e simbolico di Ginosa. Le sue tre navate, le cappelle laterali, le statue e gli affreschi raccontano una storia che lega arte e devozione. Con i nuovi restauri, questo patrimonio non solo viene custodito, ma rilanciato come risorsa per le generazioni future e per l’intero territorio delle Gravine.

Un segnale per il futuro

La serata del 18 settembre ha avuto un valore che va oltre il restauro: ha rappresentato un segnale forte di come la collaborazione tra istituzioni, comunità religiosa e cittadini possa dare frutti concreti.

In un territorio unico come quello delle Gravine, dove natura e memoria convivono da secoli, la cura per il patrimonio artistico diventa anche occasione di crescita culturale e turistica. Gli affreschi ritrovati, le cappelle rinnovate e la rinascita della Chiesa Matrice saranno ora un punto di riferimento non solo per i fedeli, ma per chiunque desideri conoscere l’anima profonda di Ginosa.

Un ritorno atteso, un’emozione condivisa, una comunità che guarda avanti.

🎥 Guarda il Reel dell'evento

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